Angela Trevisan

 

Nasco a Firenze, in primavera, quando i fiori iniziano a sbocciare, da famiglia/tribù di medio o medio/alta borghesia, come ho sempre sentito dire senza saper esattamente quantificare o spiegarmi…….mah!

Sono una bambina UNICA e SPECIALE (come ogni e ciascun essere umano), solo che ho creduto a tutt’altre storie. Ossia a quelle che sentivo raccontare nell’ambiente in cui vivevo. Cose che capitano…………soprattutto nelle cosiddette buone famiglie!

Alla scuola primaria risulto….«mediocre», togliendo l’accezione dispregiativa del termine. Insomma……mi mantengo generalmente «sulle mie», «una via di mezzo». Senza arte né parte. Con molta probabilità, non gradisco che gente a caso mi insegni le cose che vuole e come vuole. Così fluttuo generalmente nella «media», un po’ nell’anonimato.

Proseguo con studi umanistici – di contro, la matematica non mi va proprio giù anche se da qualche parte mi è chiaro che questo bolo nella gola non è roba mia, perché in fondo in fondo ma molto in fondo ho la sensazione che i numeri mi attraggano……. – ossia liceo classico, poi Facoltà di Lettere con Laurea in Lingue – di cui lì per lì non sono proprio convinta, anche se poi me la cavo piuttosto bene. Voto: 110. La lode NO ma sono fiera di poter condividere qui e ora che la LODE, quella autentica, me la sono conquistata da sola il giorno 29 aprile dell’anno 2016 alle ore 12.33, minuto più minuto meno. Beh… meglio tardi che mai!!!!! Ma soprattutto meritata al 110 e lode per 100! Un’impresa oserei dire “ciclopica” su cui preferisco al momento mantenere il riserbo. Ebbene sì, ciascun essere umano si merita sempre e comunque il meglio quando riesce ad attraversare i tunnel più bui, senza cercare per forza di evitarli!!!!!

Non smetterò mai di essere profondamente grata al mio nonno materno, Livio, di aver generosamente messo a disposizione di tutti e dieci i nipoti della sua tribù, per chi lo gradiva naturalmente, fondi cospicui per finanziare lo studio privato della lingua inglese e per di più in un istituto privato assai quotato di Firenze, il British Institute. Per me comunicare ed esprimermi attraverso altre lingue oltre la mia significa spazio, apertura e libertà. Grazie nonno! Hai tutta la mia gratitudine.

In seguito, partono esperienze lavorative tra le più svariate, più o meno impegnative ma soprattutto che «arrivano letteralmente dal…vuoto», ossia inaspettate e insolite.

Alla base di tutte, il leitmotiv è : contatto con le persone e pubbliche relazioni. Una delle mie carte migliori da giocare, evidentemente una dote naturale, di cui all’epoca ero assolutamente inconsapevole, è ed è sempre stata la mia «aggraziata ed elegante presenza». Mi ritrovo, come per magia, a fare un lavoro in cui, per diversi anni, la mia dimora consiste in: una quantità indescrivibile di hotel (quante volte mi sono svegliata la mattina in letti d’albergo di non si sa dove stentando a realizzare dov’ero!), aerei e treni. Sì la mia casa è: il viaggio. Da notare assolutamente che possedevo una ricchissima collezione di carte d’imbarco (dalle 5 alle 600 circa) a mio nome naturalmente e che, prima che questo lavoro letteralmente mi scegliesse, avevo il terrore- ma quello vero da potente ansiolitico- di……VOLARE!

Pertanto:

PRIMA PARTE DELLA MIA VITA:

apparentemente (volendo usare un neologismo, «dormientemente») quieta, ordinaria e ordinata (notare l’avverbio «apparentemente» che accompagna i tre eloquenti aggettivi femminili singolari), tra scuola, università, casa, famiglia e matrimonio (senza bambini, anche se- insieme ai fiori e agli alberi- sono per me la cosa più bella del mondo!).

Prima parte della vita dunque………..Si può osare dire: parecchio noiosa!

SECONDA PARTE DELLA MIA VITA:

un grande Luna Park. Lampi fulmini tuoni montagne russe albe tramonti ed eclissi……..Tra separazione (saggia e civilissima), divorzio (magicamente senza conflitti), inizio di una nuova esplorazione di relazioni «amorose» , e non solo, intense e sconclusionate (anche divertenti e pittoresche), alla disperata ricerca di pace e serenità………..Sicuramente un momento di spensierata follia, o meglio definirla col suo nome vero: LIBERTA’ – totalmente priva di attaccamento a soldi, famiglia o simili, e uomini. Sbattuta come un polpo da una parte all’altra del globo – mi sento molto «ganza», come si dice a Firenze, a fare questo tipo di vita, un po’ folle un po’ nomade (nessuno sa mai dove sono e risulto pressoché sempre irraggiungibile come oggi succede a volte ai telefonini), un po’ avventurosa e sempre sul pezzo!!!! – trasportata da aerei, treni e mettiamoci pure qualche nave da crociera, per la maggior parte a contatto con la categoria dei medici. Sì, dei dottori, perché all’epoca accompagnavo (tuttora accompagno in realtà, anche se in misura minore e «a breve raggio») proprio loro, in veste di tour leader, guidandoli, accudendoli e viziandoli, ai congressi organizzati in tante parti del pianeta in nome e con l’obbiettivo, così pare, del loro aggiornamento.

angela-tre-scarpeSe non bastasse, nei momenti in cui dai suddetti viaggi rientravo a casa (aaaaaahhhhh casa!!!!), mi ritrovavo risucchiata dall’altra mia attività (anche quella arrivata per caso e pure molto redditizia), sul palcoscenico del mondo della moda. Ossia a vendere. E chi l’avrebbe mai detto? Venditrice di prestigio! Reclusa, senza esagerare, in showroom e tra scarpe, abiti, borse e tanto sfarzo. Per non dilungarsi in inutili particolari – ché non ne vale proprio la pena- si può giusto dire che, da un certo punto in poi, le scarpe (articolo con cui maggiormente sono in stretto contatto durante le intense campagne-acquisti), me le porta anche a letto, sognandole GIGANTI tutte le notti! Dopo circa 18 anni dico a tutti ARRIVEDERCI E GRAZIE! E abbandono quel palcoscenico.

Seconda parte della vita quindi?…..Si può azzardare chiedersi: ma una via di mezzo tra vita noiosa e vita sgangherata esiste?

TERZA PARTE DELLA MIA VITA:

un gioiello, ancora un po’ da lustrare, tutto inaspettato e nuovo. Le scarpe vecchie (tipo lavoro nella moda, mutuo sulla casa, relazioni malsane) eliminate. Namastè.

Trascorro un periodo di esilio dall’Italia di circa tre mesi in Spagna (nei dintorni di Barcellona), paese per altro di cui mi scopro perdutamente innamorata (forse per essere nata lì da qualche parte e in qualche vita precedente), e in seguito di «solitaria reclusione», a tratti ai limiti della misantropia, in una specie di casa/roulotte (molto cozy, direbbero gli inglesi, cioè calda e confortevole, nel mio caso accogliente «per me stessa», l’unica cosa di cui ho davvero bisogno in quel momento) a Lido di Camaiore (a un passo da Viareggio), in cui a malapena entro io stessa –figuriamoci altri esseri viventi! Lì solo gatti e tartarughe- e ovviamente……….. fuori in giardino!

Nell’intimo «guscio», in quei per l’appunto 9 mesi gestazionali di calduccio, covano scoperte e creatività, equilibri nuovi, assestamenti e riassestamenti inevitabili e necessari. Vita intensa fatta di nuovi studi, ricerche e comprensioni. Ed è in quel periodo che nel giardino del mio cuore sbocciano i fiori, i Fiori di Bach, con la loro intima ed inebriante essenza. Fiori che, come per miracolo, non appassiscono e crescono, moltiplicandosi, ai bordi della mia strada. Ecco, anche attraverso di loro, inizia a brillare la luce del risveglio. Iniziano ad apparire panorami mai visti, inesplorati ed appassionanti. E come Rosaspina ( alias Bella Addormentata nel Bosco) riapro gli occhi! E non grazie al bacio del Principe Azzurro ma semplicemente perché sono trascorsi quei benedetti 100 anni! Evviva!

Tanta intensità gli ultimi cinque anni di vita, tanta da farmene sembrare 30 (e a volte inspiegabilmente un lampo!), con conseguente difficoltà a farmi ripescare certi ricordi nei trascorsi vissuti più recentemente. Va beh….. tutti file pesanti da archiviare, evidentemente.

Tra parentesi, in tutto questo è stato tralasciato l’argomento relazioni/uomini serie/i o romantiche/i, che è un po’ la stessa cosa. Sì, è passato in secondo piano. Sarà un caso? A quello sarà dedicato un capitolo a parte…..un giorno…………forse……………. mah…….anche no.

Terza parte della vita…………..Si può osare affermare: siamo sulla strada buona!

ORA (che non è mai davvero ora o è sempre ora?):

sulla soglia di una saggezza nuova, inesplorata e indescrivibile. Ma sarà una conseguenza della preprepremenopausa o della prepremenopausa o forse della premenopausa o magari della menopausa??? Non importa……

L’unica cosa che importa e che m’importa ORA è che sto finalmente respirando la mia freschezza, UNICA e SPECIALE, la mia fragranza, il mio profumo – senza più il filtro dei noiosi deodoranti- così oltretutto risparmio! LA MIA UNICITA’.

Si può osare allora dire: niente da dire!

E’ proprio vero! L’età cosiddetta anagrafica non significa niente! E la vita semplicemente va dispiegandosi così e poi così e poi così…………..e tutto è un infinito movimento, una sonora oscillazione. Appunto. E punto.

In tutto questo meraviglioso e poetico frattale, mi ritrovo a voltarmi indietro e vedere le mie orme e vederle lontane e piccole piccole e notare che per un tratto formano un disegno piccolo piccolo come in un allontanarsi e vederle come puntini minuscoli e poi sempre più lontane da dove mi trovo…..fino a che, seguendo ancora con lo sguardo la traccia, torno a rivederne le forme e a riconoscerle, ingrandite e sempre più grandi e grandi e allora abbasso gli occhi e le ultime, quelle più fresche, più nitide, più nuove sono proprio lì, vicino a me e sotto il mio stesso corpo. Impronte di piedi scalzi (senza le scarpe degli incubi!) con l’ombra di qualche bel callo e qualche profonda ferita. Qualcosa mi ha riportato qui. Ma cosa? I miei piedi? Le orme? O magari più semplicemente la vita?

Sospiro……respiro……..mi siedo e…….sollievo……..

Ed eccomi qui.

Ora

posso stringermi la mano

e presentarmi a ME STESSA.

E a voi.

Senza i quali non esisterei.