Sweet Chestnut: quella piccola luce lontana lontana…

White Chestnut e la musica
7 Agosto 2019
Aspen e Cherry Plum: paura ed armonia
11 Agosto 2019
Spread the love
Bosco di castagni

Stamattina di buon’ora sono partita a fare una camminata con degli amici. Ci siamo ritrovati in un pezzo di bosco dove c’erano alcuni castagni. Avevano i ricci ancora verdi e chiusi ma già belli grandi. Da quegli alberi (Castanea Vulgaris o Sativa), verrà fuori la buonissima e dolcissima castagna che consumiamo in autunno in varie forme.

L’essenza di Sweet Chestnut fu l’ultima ad essere studiata e realizzata da Edward Bach. In effetti, OLTRE NON SI PUO’ ANDARE. Lo stato massimo Sweet Chestnut è un momento emozionale molto forte, davvero estremo; si definisce come morte dell’ego.
Riporto qui una mia esperienza personale molto intima e se fosse morte dell’ego o no ha poca importanza in questo caso ma importa, a mio avviso, ciò che è SENTITO in quel momento, senza etichette o descrizioni intellettuali. Vero?
Qualche anno fa, durante un momento intenso e doloroso che stavo attraversando e che oserei definire “una mia notte buia dell’anima” (tristezza, paura, angoscia, confusione ecc. ecc.), mi ritrovai, in men che non si dica, come teletrasportata in un luogo ameno, in mezzo alla natura rigogliosa e selvaggia, a partecipare ad un ritiro di meditazione e di silenzio. Non so come ci arrivai….saltai sul primo treno che mi portò misteriosamente dritto fin là! Era l’unico posto in cui potevo stare e sopravvivere in quel momento, evidentemente.
Ricordo che ogni tanto mi appartavo, ritrovandomi seduta a fumare (allora fumavo ancora!) su una panchina di legno sospesa su un precipizio, completamente circondata da alberi, castagni per l’appunto. E me li osservavo, me li gustavo, guardavo i rami, le foglie e poi….i fiori, in alto sospesi sulla mia testa :

beh….non li vedevo così da vicino come in questa foto, ma ricordo che mi veniva su forte il desiderio di avvicinarmi a loro, allungare le braccia e toccarli e accarezzarli con le mani e respirarli…..
In realtà solo dopo molto tempo scoprii che quegli alberi, quei fiori che mi guardavano, mi erano stati di enorme aiuto in quei giorni. No, non è dimostrabile, ma percepibile sì!
Tornai a casa da quel ritiro non dico trasformata, perché comunque ero sempre io, ma sicuramente con una luce negli occhi che non avevo prima, o almeno NON ERO IN GRADO DI VEDERE, forse perché smarrita. Sì. Ma non persa, come pensavo!

ECCOLA! C’E’!

Ecco cosa porta questo grande e potente rimedio:

riscoperta della luce, rinascita, illuminazione. In una parola:

Sorriso!

Le parole di Bach descrivono Sweet Chestnut “per quei momenti che accadono a certe persone quando l’angoscia è così grande da sembrare insopportabile. Quando la mente e il corpo sentono di aver raggiunto il limite di sopportazione ed è arrivato il momento di cedere. Quando sembra che non rimanga altro che devastazione e annientamento da affrontare.”
Fa parte del gruppo di rimedi definito da Bach ” per lo scoraggiamento o la disperazione”. Beh…ineccepibile e ovvio!

Belli, intensi e generosi i boschi di castagni. Ambienti di grande protezione ed intimità. Non dimentichiamoci di farci una camminata ogni tanto. Sempre con rispetto e infinita gratitudine.

Come vedo Sweet Chestnut

Mille fiori a te!

PS: i tratti caratteriali descritti sono ovviamente e come sempre esasperati per meglio spiegare i concetti. Ognuno di noi ha caratteristiche più o meno fisse e stabili e di diversi livell; ed ognuno di noi è attraversato da stati mentali o emozionali transitori e passeggeri.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *