Oak: la forza della flessibilità

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Ognuno di noi ha il DOVERE di imparare a conoscersi e rispettarsi per ciò che è, senza sovraccaricarsi e superare i limiti oltre ai quali sa di non poter andare. Se a volte questo può sembrare difficile e ci ritroviamo ad andare avanti come panzer, a lottare indefessamente, a lavorare oltremisura appunto, ad accanirci con ardore e lealtà, senza però ascoltare il nostro corpo, senza renderci conto che, nell’insistere a fare il nostro dovere, ci stiamo maltrattando, ecco che ci viene in aiuto il fiore Oak. Quel fiore rosso che spunta tra i rami della quercia, la specie Quercus Peduncolata, una varietà di Quercus Robur, la quercia comune o farnia, quel grande albero che tutti conosciamo. I suoi fiori femminili, accuratamente tenuti esposti al sole immersi nell’acqua, ci regalano la loro essenza tanto preziosa.

Il verbo DOVERE è esattamente il verbo che caratterizza il comportamento della persona OAK eccessiva: tenace, testarda, inflessibile, perfezionista: DEVE, senza via d’uscita, fare senza MAI concedersi una tregua, una pausa, riposo. L’essenza di questo fiore apporta al contrario note di morbidezza, flessibilità, rilassamento per finire con le note di accettazione e apertura anche alla dolce melodia dell’umana e divina imperfezione. Che dimostrazione di forza e sicurezza lasciare andare il controllo eccessivo, poter delegare e permettersi spazi di riposo e quindi rispetto verso se stessi!

Ed ora, come sempre, le originali parole di Bach: “Per quelli che lottano e si battono con forza per guarire, o in merito alle faccende della vita quotidiana. Non si stancano di provare una cosa dopo l’altra, persino quando il loro caso può apparire senza speranza. Continuano a lottare. Sono insoddisfatti di se stessi se la malattia interferisce con i loro doveri o con la possibilità di aiutare gli altri. Sono persone coraggiose, che lottano contro grandi difficoltà, senza perdere la speranza o risparmiarsi.”

Ho detto tutto con grande capacità di sintesi. Me lo dico da sola, visto che a scuola non me lo diceva mai nessuno o magari mi veniva detto il contrario!
E non mi resta che fermarmi ad osservare un albero di quercia e notare le sue caratteristiche di forza, potenza, robustezza, generosità nel dispensare fiori e frutti (le ghiande con cui -parentesi nella parentesi- si costruiscono meravigliosi pendoli radiestetici!) e nell’ospitare ed accogliere in seno alla sua ombra nidi, uccelli, insetti, scoiattoli e miriadi di altre creature viventi….e chi più ne ha più ne metta. Ci includerei anche l’essere umano e vi lascio in compagnia di una quercia meravigliosa all’ombra della quale ho trascorso qualche ora di silenzio e osservazione non molti mesi fa. La chiamano la Quercia delle Streghe o la Quercia di Pinocchio e si trova in Toscana in un luogo un po’ magico in una frazione del comune di Capannori in provincia di Lucca. E’ un monumento della natura. Andarci per credere! Non oso pensare a che potere e forza può avere l’essenza che si può ricavare dai suoi fiori a primavera! Ma invece di pensarci o non pensarci, ho già deciso che la farò al più presto.

Eccola!

 

Mille fiori a te!

 

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