Rock Rose: il fiore per riarmonizzare il respiro e ritrovare il coraggio

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Oggi giornata speciale e ordinaria. E’ il solstizio d’inverno, e il sole fa sentire i suoi messaggi e il suo calore. Fa freddo, si aprono le porte dell’inverno e stare davanti al fuoco per me è una delizia……
Così, assaporando questa sensazione, prendo le mie carte dei fiori di Bach, dico MIE, MIE, MIE perché sono nate finalmente dopo tanto lavoro, e le apro, le stendo a mezzaluna e ne pesco una dal mazzo. Sarà quella, decido, di cui scriverò stasera: ed esce Rock Rose. L’eliantemo, il fiore del sole, di un giallo che più giallo non si può!
E con questo freddo…..come potremmo mai sopravvivere senza il Sole? E proprio oggi, solstizio invernale, il sole si ferma, fa una pausa, per poi riprendere il suo moto.
La frequenza del fiore Rock Rose, il suo suono, è rappresentato nelle mie carte dalle lettere che così si rincorrono: inspiroedespiroinspiroedespiro.

E’ noto che proprio oggi il sole fa la sua pausa, quella che sempre intercorre, lieve e quasi impercettibile, tra un’ inspirazione ed un’ espirazione di ogni e ciascuna creatura vivente. Un’interruzione, una tregua, un istante di vuoto, di niente, di…….indescrivibilità. Ognuno di noi conosce bene quest’ istante oserei dire “eterno”.
A volte succede che ci perdiamo tra un’espirazione/inspirazione e l’altra, annaspando in cerca di ossigeno, in cerca di vita e che non vediamo più quella pausa inevitabile ed inesorabile. E allora ci spaventiamo, e ci manca l’aria e a volte sentiamo la morte vicina…….. Un viaggio niente male, ai confini tra la vita e la morte.

PAURA, e qualcosa di più, è la parola chiave per identificare la matrice del sostegno che ci dà questo fiore, una paura biologica in nome della sopravvivenza. Una paura che arriva da un impatto reale, da un rischio di estinzione della specie. Panico, crisi, interruzione, sospensione.

Bach ne parla così: “Quando un paziente è terrorizzato, o se la malattia è improvvisa o tanto grave da suscitare grande paura in coloro che stanno intorno. Di fatto, in tutti i casi di urgenza o pericolo bisogna somministrare questo rimedio, anche se ne sono necessari altri.”

Le parole di Edward Bach su Rock Rose: “Il rimedio di emergenza, persino per i casi che appaiono senza speranza. In caso di incidenti o di malattie improvvise, o quando il paziente è molto spaventato o terrorizzato, o se le condizioni sono gravi, al punto da causare grande paura a chi gli sta vicino. Se il paziente non è cosciente gli possiamo inumidire  le labbra con il rimedio. In aggiunta possono rendersi necessari altri rimedi, come per esempio se c’è incoscienza, che è un profondo stato di sonno, Clematis; se c’è tormento Agrimony, e così via.”

Rock Rose è dunque il rimedio che riporta la frequenza propria del terrore a quella del Coraggio, quello con la c maiuscola. Quella vibrazione potente che conduce alla riscoperta dell’eroe dentro ognuno di noi, del guerriero che sa come dominare la sua emotività, calmarsi e……sorridere a qualsivoglia evento.

Quindi una frequenza per bilanciare quella del panico, del blocco, della paralisi con tremito.
E si torna sempre al solito PUNTO. La pausa, il vuoto, il nulla, quell’istante che intercorre tra la vita e la morte, tra la morte e la vita. Chissà che quella che siamo soliti definire paura non sia proprio quella sensazione che prova un neonato nell’attimo in cui dallo stato prenatale passa a quello dell’esistenza pura, dopo aver attraversato il tunnel, forse la notte buia dell’anima, quando i suoi polmoni si riempiono d’aria ed inizia a piangere e ad urlare!
Quello spazio eterno di cui spesso ci dimentichiamo ma che in realtà è la nostra casa, quella vera, quella da cui arriviamo e a alla quale ritorniamo.
Quella paura è umana e divina allo stesso tempo. E semplicemente è.
Il sole, il giallo, la luce che arriva dai petali, e non solo, di questo fiore ci riporta lì, sempre lì, a CASA.

La scorsa primavera mi è apparsa inaspettatamente una bella pianta di Rock Rose ed ho potuto estrarre l’essenza dai suoi fiori, esponendoli al sole nell’acqua durante il giorno. Ecco così creata la mia essenza. Che adesso fa parte del mio kit di Fiori di Bach. Mi trovavo a Firenze, ospite in una casa bellissima di una carissima amica. Ringrazio la pianta Heliantemum, il luogo Settignano, l’amica Cinzia e la casa che mi hanno tutti insieme permesso di realizzare un così prezioso rimedio.

Buon solstizio fiorito

Mille fiori a te!

PS: i tratti caratteriali descritti sono ovviamente e come sempre esasperati per meglio spiegare i concetti. Ognuno di noi ha caratteristiche più o meno fisse e stabili e di diversi livell; ed ognuno di noi è attraversato da stati mentali o emozionali transitori e passeggeri.

2 Comments

  1. Carlo ha detto:

    Bellissimo articolo

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