Agrimony: il fiore per gettare la maschera e guardarsi negli occhi

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Oggi è il 20 novembre. Si avvicina il Natale ed io parlo di Carnevale (la mia Luna in Acquario non si smentisce!!!), maschere, travestimenti. Di costruire personaggi nuovi, di fingere di essere qualcun’altro o qualcos’altro. Il carnevale in tutto il mondo è anche un’occasione per celebrare la gioia di potersi trasformare, di poter giocare con gli infiniti attori che calpestano il palcoscenico della vita. Un’occasione per assaporare la libertà di trasgredire le regole, di tradire le credenze di chi siamo, di darsi il permesso di uscire dagli schemi, senza la paura di essere giudicati o giudicarsi.Che magia! Anche se in realtà dovrebbe sempre essere così: vivere la naturalezza e la spontaneità di ciò che si è.

E da questa premessa giocosa ecco che entra in scena il fiore/personaggio Agrimony nella sua versione estremizzata: sempre allegro, cordiale, sorridente, sereno, spensierato, senza un problema, sempre in pace con se stesso e con gli altri, “paciere” per eccellenza, dispensatore di battute di spirito, buon amico, amante dello svago e di mille attività e……..distrazioni. 

Qualcosa non torna…..qui gatta ci cova! E’ mai possibile questo nell’ambito di un essere umano quale siamo abituati a conoscere? Questa “perfezione” nasconde qualcosa. Ecco la maschera!

Leggiamo le parole del dottor Bach riguardo al rimedio Agrimony:
“Per le persone allegre, gioviali, piene di buonumore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l’umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smodato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria”.

Potrei fare una lunga lista di persone che conosco con caratteristiche di questo genere, più o meno marcate, o che presentano stati passeggeri come quelli sopra descritti. E come sempre, come per ogni fiore che descrivo, vedo, attraverso i miei occhi esterni, pezzi di Agrimony anche in me. Siamo ogni fiore. Non mi stancherò mai di pensarlo, crederlo ed affermarlo.

L’essenza di Agrimony (Agrimonia Eupatoria), di questo piccolissimo fiore giallo che cresce in campagna lungo le strade, che si prepara con il metodo della solarizzazione, è molto intensa e mirata. Come si può facilmente immaginare, aiuta a trovare il coraggio e la voglia di affrontare le parti più “sconosciute” e “dimenticate” di noi. Quelle che stanno nell’ombra e che ci sono meno familiari e che per questi motivi a volte ci fanno paura e non vogliamo guardare.

Capita spesso che l’assunzione di questo rimedio, come del resto di molti altri, stimoli l’attività onirica così da far sì che l’inconscio possa inviare i messaggi necessari perché si inneschi il processo di riequilibrio. Se c’è Agrimony nella formula che ti è stata prescritta o che ti sei autoprescritto/a, stai pronto/a dunque a fare nuovi incontri con vecchi amici. Sempre e da sempre parti di ognuno di noi.

Dunque il più evidente dono di Agrimony, oltre a tanti altri a seconda dei fiori compagni che gli si possono affiancare nelle diverse formule, è quello di farci riconnettere al SENTIRE con la conseguente accettazione di comodità e scomodità, di piaceri e dispiaceri. Insomma…. della vita così com’è.

Dal sentire al gettare via la maschera e semplicemente essere se stessi.

Mille fiori a te!

PS: i tratti caratteriali descritti sono ovviamente e come sempre esasperati per meglio spiegare i concetti. Ognuno di noi ha caratteristiche più o meno fisse e stabili e di diversi livell; ed ognuno di noi è attraversato da stati mentali o emozionali transitori e passeggeri.

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