Wild Oat: la frequenza universale della missione

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Spesso quando faccio le preparazioni con i Fiori di Bach alle persone amiche che me lo chiedono, mi sento dire: “mettici qualche goccia in più dentro, così l’effetto sarà più potente e funzioneranno meglio!”.
Ed ogni volta mi trovo a ripetere che non è quello il PUNTO.
L’essenza di un fiore è frequenza. E la frequenza non ha niente a che vedere con la quantità nello stesso modo in cui la sostanza non ha niente a che vedere con la forma, anche se è vero che insieme creano Bellezza, nel senso cosmico del termine. Bellezza intesa come giusta proporzione.

Certamente che in un flacone da 100 ml non metterò solo una goccia di essenza, come in un flacone da 10 ml non ne metterò 100 gocce! Tutto ha una sua giusta forma e proporzione perché vi sia armonia e mi vengono in mente i frattali in natura, veri concentrati di equilibrio e grazia.

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Oggi, partendo dunque dal principio dell’essenza del Fiore come vibrazione pura, trasparente, sonora e non sonora, visibile e invisibile, profumata e inodore eccetera eccetera eccetera ed eccetera…………, dedico a tutti la vibrazione di Wild Oat, l’avena selvatica. Pronuncialo quando senti che è il momento e vedi cosa succede.

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Questo articolo porta in sé la sua frequenza la quale si muoverà con la sua innata saggezza per andarsi a sintonizzare laddove ci sarà lo spazio aperto ad accoglierla. Andrà ad accordarsi ad altri suoni, seguendo la naturale spinta del suo cuore. Il verbo “accordare” ha la radice del termine latino cor, cordis che significa proprio CUORE.
La forza e l’incisività della frequenza di un fiore, inteso come essenza, è racchiusa nel suo “essere sottile”, nella sua capacità di “passare sotto l’ordito”. Non ha bisogno di gridare, né di pesare, né di brillare, né di durare. Semplicemente è.
Oggi, per restare sul tema della vibrazione, ci tengo a trasmettere le parole di Bach che descrivono questo rimedio non solo nella traduzione italiana, ma anche e soprattutto nella sua propria lingua madre:

Those who have ambitions to do something of prominence in life, who wish to have much experience, and to enjoy all that which is possible for them, to take life to the full. Their difficulty is to determine what occupation to follow; as although their ambitions are strong, they have no calling which appeals to them above all others. This may cause delay and dissatisfaction.”

Coloro che hanno l’ambizione di fare qualcosa di significativo nella vita, che desiderano fare molte esperienze e gioire di tutto ciò che è possibile, di vivere pienamente la vita. La loro difficoltà sta nel determinare quale occupazione seguire poiché sebbene abbiano grandi ambizioni, non hanno alcuna particolare vocazione che li attragga più di tutte le altre. Questo può causare indugio e soddisfazione”.

Notavo che il termine “ambizione” mi suonava male, come se racchiudesse in sé una connotazione negativa (che sicuramente è stata aggiunta nel tempo), e mi sembrava strano che un uomo spirituale come Bach la utilizzasse serenamente. Ma, dopo aver fatto una ricerca sull’etimologia di questa parola, ho scoperto che la sua radice viene dal latino ambitio, composto da “ambi” inteso come “tutte le direzioni” e “itum” participio passato del verbo “eo” che vuol dire andare. Dunque non poteva usare parola più appropriata: andare in tutte le direzioni. Senza connotazioni e giudizi.

Ed ecco Wild Oat, rimedio universale che “potrebbe essere necessario a chiunque”, dice lo stesso Bach.

La bussola tra i fiori, con l’ago che oscilla soavemente, come soavemente oscillano i suoi fiori sulla pianta di avena, che, a causa del loro stesso peso, vengono mossi con facilità da una brezza leggera che li spinge un po’ dappertutto e in tutte le direzioni.

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Intorno a Wild Oat si aprono infiniti cammini e nessuno è più illuminato degli altri. Quale seguire dunque? Tutti e nessuno. Questo è il PUNTO, per ritornare all’inizio, alle prime righe che ho scritto.

Ad un livello psicologico convenzionale potremmo dire che Wild Oat aiuta ad incontrare la vocazione, il senso della nostra vita presente, la connessione con il nostro Sè Superiore che ci guida lungo il nostro cammino della vita.”
“Wild Oat è il finale del ciclo della personalità. E’ lo stato a cui tutti vogliamo arrivare e mantenendo chiara la nostra vocazione, dice Bach, saremo felici e staremo a distanza dalla malattia, conservando la nostra connessione con l’Io Superiore.”

Utilizzo volentieri questi due ultimi paragrafi tra virgolette che sono tratti dal libro Las Flores de Bach + espiritualizadas di uno dei miei grandi insegnanti in materia di Fiori di Bach, Jordi Cañellas e di cui ho avuto anche l’onore di visitare il suo Giardino delle Essenze a Igualada, poco a nord di Barcellona.

“E non ho altro da dire su questa faccenda.”(da Forrest Gump)

Mille fiori a te!

PS: i tratti caratteriali descritti sono ovviamente e come sempre esasperati per meglio spiegare i concetti. Ognuno di noi ha caratteristiche più o meno fisse e stabili e di diversi livell; ed ognuno di noi è attraversato da stati mentali o emozionali transitori e passeggeri.

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